JACOPO GIUNTINI - PSICOLOGO
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Simmetria e Complementarità

5/1/2020

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Comunicazione
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Immaginiamo un uomo che, per qualche ragione, si imponga con un altro ordinandogli qualcosa. L'altro può scegliere di sottomettersi ed eseguire ciò che gli è stato chiesto, o imporsi a sua volta, e scegliere di discutere. 

In un'interazione come la prima le due persone si comportano in maniera opposta tra loro, e i loro comportamenti tenderanno a completarsi a vicenda; si definisce interazione complementare. In un’interazione come la seconda, i due individui assumeranno sempre più lo stesso comportamento, e si definisce perciò simmetrica.  Tutte le interazioni, se osservate da vicino,  hanno sempre caratteristiche simmetriche o complementari.
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  • Simmetria
Nella comunicazione simmetrica i partner tendono a rispecchiare il comportamento dell'altro, e c’è una minimizzazione della differenza tra i due. Non è importante di che tipo di comportamento si tratti, entrambi tenderanno ad andare nella stessa direzione. Possono essere comportamenti di cure reciproche, di apprezzamenti reciprochi, di aggressività reciproca ecc…
La comunicazione simmetrica ha tuttavia un rischio che può renderla patologica, la cosiddetta escalation simmetrica. È evidente che tutti i comportamenti competitivi rientrino in questo tipo di interazione.
Questa si può osservare nella competizione sempre più feroce tra due compagni di corso che vogliano prevalere sull’altro, o nei litigi fra fratelli, o tra due fidanzati, che possono arrivare addirittura ad aggressioni fisiche e verbali reciproche.
Il pericolo di questo tipo di relazione è proprio di arrivare a livelli estremi di incremento reciproco di comportamenti simmetrici, senza che nessuno dei membri riesca a interrompere la situazione, e dove ci si ferma solo perché spossati, per prendere una tregua inquieta finché non si sia sufficientemente ristabiliti per affrontare lo scontro successivo. La patologia della interazione simmetrica è quindi caratterizzata da uno stato di guerra più o meno aperto o scisma.

I lati positivi di una comunicazione simmetrica tuttavia sono il riconoscimento reciproco. Sia che si accetti l’altro per come è, sia che lo si critichi ferocemente, che lo si voglia superare a tutti i costi, ecc,  lo si riconosce.


  • Complementarità
Nella comunicazione complementare, invece, il comportamento di un’individuo completa quello dell’altro e costituisce quindi un comportamento opposto.
Uno dei due assume la posizione superiore, primaria, o one-up, e l'altro la posizione inferiore, secondaria, o one-down. 
Questo tipo di relazioni certe volte sono dovute ai ruoli sociali dei membri (esempio insegnante con l’allievo, la madre con il figlio, ecc), e ma normalmente si instaurano come modalità in relazioni tra pari in una data situazione . 
In entrambi i casi, i comportamenti opposti, tendono a richiamarsi a vicenda.

Un partner non impone all’altro una relazione complementare, ma piuttosto ciascuno si comporta in un modo che presuppone il comportamento dell’altro, mentre allo stesso tempo gliene fornisce le ragioni, definendo implicitamente la relazione in un certo modo.
Se ad esempio una ragazza si arrabbia con il ragazzo perché si è scordato l’anniversario, definisce la relazione in modo da definirlo insensibile e distratto, e se lui accetterà questa definizione entrerà in una relazione complementare, dove cercherà di farsi perdonare.


Una interazione complementare può continuare all’infinito, al contrario della simmetrica, che sfocia in culmini, seguiti da frustrazione. Se portata all’estremo una interazione complementare tende a cristallizzarsi e a diventare rigida, finendo per fare sentire incastrati i membri in ruoli precisi.

A differenza della relazione simmetrica, in questo tipo di relazione, se estremizzata si arriva a disconfermare l’altro per quello che è, a non riconoscerlo più, in quanto la natura immobile della relazione impedisce il cambiamento della definizione di sè dei membri, che continuano a comportarsi l’un l’altro come se fossero sempre gli stessi.

Un individuo che vive una relazione patologicamente complementare, potrebbe vedere sparite tutte le sue capacità ogni volta che è vicino al partner, e  tornare a possederle quando è solo o in compagnia di altre persone. Potrebbe addirittura manifestare psicopatologie solo quando è con il partner, come documentato dalla famosa follie à deux.


Simmetria e complementarità sono problematici soltanto se si escludono l’un l’altro; la relazione sana, passa da un modello all’altro continuamente nelle interazioni. È utile diventare  capaci di assecondare l'altro quando è giusto, senza sottostare ad un ruolo che una relazione ci impone, se questo non ci rappresenta.
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Bibliografia

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Watzlawick, P., Beavin, J.,H., Jackson, D.,D.,(1971), Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma
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