JACOPO GIUNTINI - PSICOLOGO
  • Home
    • Colloqui online
  • Chi sono
  • Blog
  • Contatti
    • Privacy Policy
  • Home
    • Colloqui online
  • Chi sono
  • Blog
  • Contatti
    • Privacy Policy

Personalità Ossessivo-compulsiva

4/8/2020

0 Comments

 
Personalità
Foto
Foto di fotografierende da Pexels
Attenzione, lo stile di personalità riportato di seguito non è né sano né patologico di per sé, così come nessun altro stile. Può posizionarsi lungo un continuum :

sano->nevrotico->borderline->psicotico. 

La personalità è considerata più patologica man mano che essa si avvicina al polo psicotico. Quello che principalmente viene compromesso man mano che il funzionamento peggiora è l’esame di realtà.  Tutti noi dovremmo ritrovare aspetti di noi, anche in più di uno stile di personalità. In generale si può dire che una personalità è tanto più patologica, quanto più tende a calzare perfettamente con uno solo di questi stili di personalità (unicità), e a non variarlo di fronte a situazioni diverse (rigidità). Una persona più sana si troverà ad adottare più stili di personalità (e dunque di difese) e a variarli in base alle circostanze.
​

La soggettività di un individuo con personalità ossessivo-compulsiva, è organizzata soprattutto sul pensiero e sull'azione, a discapito a discapito dell'emozione, ma non solo. Aspetti come il sentimento, la sensibilità, l’intuizione, la capacità di ascoltare, di giocare, di sognare a occhi aperti, sono poco sviluppati in queste persone.

Tra queste persone ci sono quelli con più tratti ossessivi e quelli con più tratti compulsivi.
Gli individui più marcatamente ossessivi tendono a vivere dentro la propria testa, passano il tempo a pensare, ragionare, giudicare e dubitare; la loro autostima è basata sul pensiero.
Gli individui più marcatamente compulsivi passano la maggior parte del tempo a fare e disfare, la loro gratificazione deriva dal portare a termine compiti specifici e dettagliati (pulire, riordinare, costruire, fare calcoli, accumulare ecc). In genere gli individui con personalità compulsiva si riconoscono, in quanto hanno una vita piena di cose da fare, non riescono a stare fermi.
È comune che entrambi gli aspetti si presentino insieme.
​
L’individuo ossessivo-compulsivo agisce come se le emozioni fossero irrilevanti e se ne difende ricorrendo ad un atteggiamento rigido, trattenuto,  a una determinazione testarda, e ad un uso estenuante della razionalità. La sua difesa principale infatti è l'intellettualizzazione, ossia la tendenza a parlare in termini intellettuali, logici e molto ragionati, su questioni emotive, come modo per allontanarsi dal sentimento reale.
 Preoccupato per le regole, le procedure, l’organizzazione, in genere se gli si chiede cosa sente, è possibile che risponda cosa pensa. Gli individui dipendenti da lavoro hanno con molta probabilità una personalità di questo tipo.
​

Parlare di personalità ossessivo-compulsiva non significa parlare di disturbo ossessivo compulsivo. Mentre nel disturbo ossessivo compulsivo  le ossessioni e le compulsioni sono egodistoniche (fastidiose per la persona), nella personalità ossessivo compulsiva sono egosintoniche (la persona li accetta come modalità normale di comportamento). Inoltre il disturbo ossessivo compulsivo può comparire anche in personalità differenti. Si chiamano nello stesso modo perché questa personalità ha le stesse difese che danno luogo ai sintomi ossessivo compulsivi, ossia l'utilizzo del pensiero e dell'azione in misura elevata, e l'esclusione delle emozioni.

Questi individui mostrano una propensione a pensare in termini astratti e a interessarsi eccessivamente ai dettagli.

Aspetto centrale è la tendenza al controllo.  Non sono capaci di lasciare che i sentimenti e le situazioni siano fuori controllo. Essi considerano l’espressione degli affetti come manifestazione di immaturità, sopravvalutano l’importanza della razionalità e si sentono umiliati quando pensano di essersi comportati in modo infantile. Ritengono accettabile un’emozione solo quando è logicamente o moralmente giustificata, per esempio nel caso in cui la rabbia venga espressa per motivi virtuosi e più che legittimi.


Sotto una facciata di disciplina e inflessibilità, questi individui nascondono spesso delle preoccupazioni non consapevoli che hanno a che fare con il conflitto tra:  sentire di doversi sottomettere alle richieste degli altri (con l’emergere di rabbia e vergogna) e di doversi ribellare (con l’emergere di paura di una ritorsione).

Spesso usano le parole non per esprimere i sentimenti ma per dissimularli; l’unica emozione che accettano di esprimere e riconoscere è appunto la rabbia se la ritengono giustificata, e la vergogna che  è in genere cosciente. La vergogna è comune in quanto hanno grandi aspettative su se stessi e si sentono in imbarazzo quando appaiono inadeguate rispetto ai loro standard di azione e pensiero.


La difesa tipica dell’individuo ossessivo è quella di separare l’aspetto emotivo di un’esperienza o un’idea, da quello cognitivo (isolamento dell’affetto), per cui questi soggetti possono parlare di situazioni dolorose o di emozioni, senza provare l’affettività connessa. La loro abitudine di pensare a ogni cosa in termini esclusivamente intellettuale e razionale è quindi, come già detto, un modo di allontanarsi dalle proprie emozioni.

I comportamenti compulsivi hanno invece un significato inconscio di espiazione o protezione magica. Essi sono azioni avvertite come obbligatorie da compiere, e hanno spesso significato di annullare un’azione verso cui si sentono in colpa,  portare buon pro per il futuro, cercare di riacquisire il controllo quando sentono di essere più sregolate, o semplicemente gestire uno stato d'animo triste o ansioso. Compulsioni innocue le abbiamo tutti, come ad esempio compiere compiere l'azione che ci porta fortuna prima di un evento importante, ritrovarsi a ripulire la stanza mentre si stava studiando per dare un ordine, o continuare a scorrere la bacheca dei social network sul telefono quando invece si vorrebbe andare a letto. 

L'ambiente familiare di origine di queste persone è vario, ma in genere un genitore aveva personalità ossessivo-compulsiva. I due scenari infantili più tipici sono:
- genitori che pongono standard molto elevati di comportamento e si aspettano una precoce conformità ad essi; tendono ad essere rigidi e coerenti nel premiare un buon comportamento e nel punire le condotte scorrette.

-  l’opposto della precedente, ossia una condizione di totale assenza di regole e controllo; in tali situazioni il bambino si sente talmente deprivato di chiari standard familiari, talmente ignorati dagli adulti intorno a loro, che si affidano a criteri idealizzati di comportamento e affettività, che traggono dalla cultura più vasta per poter crescere; questi standard astratti, sono generalmente rigidi e non mitigati da un senso umano delle proporzioni.

Questo tipo di personalità si può manifestare in due tipologie principali: una introiettiva (il problema riguarda se stessi) e una più anaclitica (il problema riguarda le relazioni).
Il tipo introiettivo è dominato dal senso di colpa, e tipicamente è cresciuto in famiglie in cui gli ammonimenti erano più colpevolizzanti, tipici un tempo : “un ragazzo della tua età dovrebbbe comportarsi in modo più maturo” oppure “mi deludi” o ancora “ti piacerebbe se quello che hai fatto venisse fatto a te?". I rigidi comportamenti di questo individuo saranno motivati allora dal fare la cosa più giusta per essere virtuoso; qui in genere il comportamento produttivo è associato a virtù, e l’autocontrollo e il differimento della gratificazione vengono idealizzati. Questi individui sono preoccupati dai problemi del controllo e rettitudine morale, e tendono a pensare che comportarsi bene significhi tenere sotto stretto controllo le parti di sè aggressive, licenziose e bisognose. La loro autostima si basa sull’obbedienza a questi standard elevati di comportamento.

Il tipo anaclitico, più tipico ai tempi di oggi, è dominato dalla vergogna, cresciuto con frasi del tipo: “Cosa penserà la gente di te se ti comporti in questo modo” o “gli altri bambini non vorranno mai giocare con te se tu sei fatto così”. Questi individui sono più preoccupati dei precedenti, e il loro centro di preoccupazione è esterno: la decisione perfetta, che nessuno può criticare. Questo può portare ad una importante difficoltà di scelta, per paura di fare la scelta sbagliata, condizione di dubbio estremo, che può portare ad una paralisi nell’azione; nel tentativo di mantenere aperta ogni possibile azione, in modo  da poter avere il controllo (immaginario) su ogni possibile esito, finiscono col non avere nessuna opzione.

Di fronte al problema delle scelte l’ossessivo tende a procrastinare e rimanda e pospone la scelta, il compulsivo tende invece a lanciarsi nell’azione immediatamente, senza considerare le alternative possibili. Entrambe le reazioni indicano una paura della scelta e tendono ad aggirarla, una scelta infatti implica una responsabilità che significa tollerare normali livelli di colpa e vergogna.


Bibliografia

​​Lingiardi, V., McWilliams, N, (2018),Manuale Diagnostico Psicodinamico seconda edizione (PDM 2), Raffaeelo Cortina Editore, Milano

McWilliams, N. (2012), La diagnosi psicoanalitica, Astrolabio, Roma
0 Comments



Leave a Reply.

    Categorie

    All
    Bisogni Umani
    Comunicazione
    Emozioni E Sentimenti
    La Personalità
    Processi Psicologici
    Salute E Benessere
    Stress

    Archivio

    July 2022
    May 2022
    April 2021
    March 2021
    January 2021
    June 2020
    May 2020
    April 2020
    March 2020

Site powered by Weebly. Managed by SiteGround