JACOPO GIUNTINI - PSICOLOGO
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Personalità Masochistica (Autodistruttiva)

4/7/2020

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Personalità
Foto
Foto di Alem Sánchez da Pexels

Attenzione, lo stile di personalità riportato di seguito non è né sano né patologico di per sé, così come nessun altro stile. Può posizionarsi lungo un continuum :
​

sano->nevrotico->borderline->psicotico.
 

La personalità è considerata più patologica man mano che essa si avvicina al polo psicotico. Quello che principalmente viene compromesso man mano che il funzionamento peggiora è l’esame di realtà.  Tutti noi dovremmo ritrovare aspetti di noi, anche in più di uno stile di personalità. In generale si può dire che una personalità è tanto più patologica, quanto più tende a calzare perfettamente con uno solo di questi stili di personalità (unicità), e a non variarlo di fronte a situazioni diverse (rigidità). Una persona più sana si troverà ad adottare più stili di personalità (e dunque di difese) e a variarli in base alle circostanze.

La persona masochista o autodistruttiva, non ama la sofferenza e il dolore, ma li tollera nella speranza, cosciente o inconscia, di un qualche bene maggiore.
Una donna maltrattata che rimane con un marito violento, continua a rimanerci insieme non perché gode nell’essere picchiata, ma perchè convinta che la sopportazione della violenza le consentirà di ottenere uno scopo che giustifica la sofferenza, come ad esempio tenere unita la famiglia, o le eviterà qualche situazione ancora più dolorosa, come ad esempio subire un totale abbandono.

Gli individui masochisti si possono distinguere tra di loro in quelli che sono orientati più in senso moralistico (tipo introiettivo) e quelli orientati in senso relazionale (tipo anaclitico). I primi, definiti anche masochisti morali, considerano la sofferenza e la rinuncia personale come delle virtù ed hanno organizzato la loro autostima intorno alla capacità di tollerare il dolore e il sacrificio; più si infliggono sofferenza più aumenta il loro senso di importanza e valore personale. 
I masochisti relazionali, tendono a subordinare i propri bisogni a quelli degli altri, in quanto vedono nella sofferenza l’unica modalità per mantenere un legame di attaccamento, e non essere abbandonati .


Il mondo affettivo della persona con organizzazione masochistica è molto simile a quello del depresso, caratterizzato da tristezza cosciente e profondi sensi di colpa inconsci, ma diversamente dal depresso, questo individuo è più incline a provare intensi sentimenti di rabbia, risentimento e indignazione; i masochisti si vedono come persone che soffrono ma ingiustamente, si considerano vittime o sfortunati, senza aver fatto nulla per meritarlo. e infatti, a differenza dei depressi non si rassegnano a tale destino triste, non sentono di meritarlo, e si oppongono ad esso.

Il problema è che spesso mettono in atto azioni autodistruttive, e lo fanno prima di tutto con l'intenzione di padroneggiare una situazione dolorosa prevista.
Se una persona è convinta che una figura autoritaria da cui dipende, ad esempio il capo di lavoro,  prima o poi la punirà a suo piacimento, e si trova per questo in uno stato  di angosciosa attesa che ciò accada, proverà un senso di sollievo provocando attivamente la punizione che si aspettava, facendo un errore sul lavoro, o avendo una svista, potendo scegliere il tempo e il luogo della propria sofferenza, e levarsi il peso dell'attesa: "ormai il peggio è passato, si è già arrabbiato".


In altri casi, l comportamento autodistruttivo nel masochismo relazionale può essere anche inteso come una difesa dall’ansia di separazione, attirare e subire quella quota di sofferenza gli sembra necessario per ottenere la vicinanza dell’altro (meglio essere colpito che non essere toccato); spesso i masochisti relazionali dietro la loro sottomissione manifesta celano un'intensa aggressività che viene negata ed espressa con modalità passivo aggressive, le quali a loro volta stimolano condotte aggressive da parte degli altri.

Il masochista morale invece può avvalersi della moralizzazione come difesa ; egli sembra più interessato ad ottenere una vittoria morale, lamenta le ingiustizie, ma non agisce per risolverle, anzi in qualche modo riesce sempre ad attirare ingiustizie per poi lamentarsene. Poiché sembra che i masochisti morali cerchino conferme negli ascoltatori circa la colpevolezza di altri nei loro confronti, sembra che il tentativo di questi  individui sia dimostrare continuamente di non essere loro i "cattivi", suggerendo così la presenza di una convinzione depressiva interna circa la propria cattiveria.

La storia infantile di questi individui in genere è simile a quella delle personalità depressive, ma meno devastante, così da mantenere l’idea in essi di poter essere amati.
Sembra infatti che anche questi individui abbiano subito perdite, o siano stati trascurati, o abbiano avuto figure genitoriali assenti, depresse o critiche, o comunque impossibilitate a seguirli come avrebbero avuto bisogno. Tuttavia, a differenza degli individui che diventeranno depressivi, essi nel momento in cui soffrivano abbastanza, riuscivano ad ottenere l’attenzione e l’interessamento di qualcuno.
Hanno presto compreso quindi che se riescono a dimostrare a sufficienza il loro bisogno di compassione e tenerezza non subiranno un abbandono totale.

In altri casi più rari le uniche occasioni in cui un genitore aveva un qualche interesse verso questi bambini era quando li puniva, per cui ciò favorì l’associazione tra attaccamento e dolore; il bambino in questi casi capisce allora che la sofferenza è il prezzo della relazione.
Ancora, in altre famiglie di bambini che svilupperanno personalità masochistica, troviamo che questi bambini ricevevano lodi e ricompense per aver sopportato la sofferenza, per l’autosacrificio, spesso unitamente ad uno scarso incoraggiamento ad occuparsi di se stessi.

Nelle relazioni quotidiane, queste persone se appartengono al tipo del masochismo morale, tendono ad essere attratte da coloro che confermeranno il loro senso di ingiustizia. Tendono anche a ricreare relazioni in cui sono trattati con  insensibilità e sadismo.

Il masochismo sembra avere caratteristiche del disturbo depressivo e anche del disturbo paranoide. Come i paranoidi, infatti, i masochisti si sentono sempre minacciati, in costante pericolo di essere attaccate nell’autostima, nella sicurezza personale e nel benessere fisico. Ma mentre la soluzione paranoide è: “Ti attaccherò prima che tu mi attacchi”, quella masochista è : “Mi attaccherò prima io stesso in modo che tu non debba farlo”.
Sia il masochista che il paranoide sono inconsciamente preoccupati del rapporto tra amore e potere, come se entrambe le cose non fossero possibili: se ami sarai sottomesso.
Mentre il paranoide sacrifica l’amore per ottenere un senso di potere, il masochista sacrifica il potere per ottenere l’amore.


Non è detto che le personalità masochiste siano anche a livello sessuale eccitate da fantasie masochiste. ​


Bibliografia

​Lingiardi, V., McWilliams, N, (2018),Manuale Diagnostico Psicodinamico seconda edizione (PDM 2), Raffaeelo Cortina Editore, Milano

McWilliams, N. (2012), La diagnosi psicoanalitica, Astrolabio, Roma
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