JACOPO GIUNTINI - PSICOLOGO
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Le esigenze esistenziali dell'uomo

3/26/2020

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L'essere umano, contrariamente agli animali, non ha in dotazione istinti così ben definiti con cui possa essere guidato nel mondo, il che lo rende in dovere di scegliere sempre come agire . Inoltre ha uno sviluppo cerebrale così tanto evoluto, che solo in lui nasce l'auto-consapevolezza. È l'unico animale consapevole di se stesso, e del fatto che qualunque cosa farà nella vita, presto o tardi morirà, e questo lo porta ad un' l'incapacità di essere in totale armonia con a natura, come lo sono gli animali, dovendo tuttavia sottostare anch'esso alle sue leggi. 
Per l'uomo diventa importante trovare il modo di stare bene, problema di cui gli animali non si preoccupano. 
Erich Fromm (1975), nota che ci sono delle esigenze che per l'uomo diventano fondamentali, per mantenere una salute mentale.
Queste esigenze sono comuni a tutti, anche se non tutti cercheranno di assolverle allo stesso modo.

I Schema di Orientamento 
​L’uomo ha bisogno di dare un senso alla realtà, ha bisogno di un quadro del mondo, e di capire che posto  occupa all’interno di esso, strutturato e dotato di una coesione interna. Uno schema di orientamento del mondo si può ricercare in una religione, nella scienza, in un ideologia, nella logica ecc... L'orientamento se  può essere modificato, ma rimanere senza un modo di dare un senso al mondo può far entrare in crisi una persona. Senza questa carta geografica sarebbe confuso e incapace di un’azione avveduta e coerente. Attraverso questi orientamenti il mondo ha senso per lui, e grazie al consenso di chi lo circonda si sente sicuro delle proprie idee. Certe volte si sottovaluta l'importanza del proprio modo di dare senso al mondo, ma 

II Mettere radici
Da dopo la nascita, per tutta la vita l’uomo ha bisogno di creare legami per trovare una nuova situazione di protezione e sicurezza. Per creare legami può scegliere di amare altre persone, la qual cosa richiede però indipendenza, repressione di alcune esigenze egoistiche, e soprattutto tolleranza dell'incertezza del rifiuto e dell'abbandono. Se un uomo non è capace di tollerare queste incertezze, e non è capace di essere realmente indipendente, in genere assolve a questa esigenza in modi diversi, per esempio può controllare gli altri (sadismo) o facendosi controllare (masochismo), entrando così in relazioni simbiotiche. Se non sa scegliere fra la strada dell'amore e quella della simbiosi, può risolvere il problema limitando il rapporto a se stesso (narcisismo); allora egli diventa il mondo, e ama il mondo, «amando» se stesso o distruggendo gli altri. Un ultimo tipo maligno di soluzione, infatti, spesso mescolato a estremo narcisismo, è il desiderio di distruggere. Se nessuno esiste al di fuori di me, non ho bisogno di temere gli altri, né di mettermi in contatto con loro. Se distruggo il mondo, non potrò esserne schiacciato.

III Unità
L’uomo ha bisogno di creare un senso di unità con il modo esterno (fisico e umano), sentendosi meno possibile distante. Questo si può raggiungere secondo Fromm con un superamento delle paure e delle inibizioni, ed essendo capaci di sviluppare completamente la ragione e l'amore, ma ciò richiede grandi sforzi, e pensiero lucido. Può fare questo anche anestetizzando la propria coscienza, con droghe, sesso, ecc, in tal modo dimenticando, ma ciò ha efficacia solo momentanea ed estranea l’individuo dal mondo. o identificandosi con il proprio ruolo sociale, con il lavoro che compie, riducendosi a cosa, cosicchè l’uomo si identifica con la sua organizzazione e si dimentica di essere una persona

IV Efficacia
L’uomo ha bisogno di percepire di avere un impatto sul mondo, di esistere, di provocare una reazione negli altri. Se fosse totalmente passivo e impotente nel mondo, si sentirebbe sopraffatto e privato di un senso di volontà e di identità. Deve acquisire la sensazione di essere capace di fare qualcosa, di avere influenza su qualcuno, quindi in sintesi sentirsi efficace. Il principio è : Sono perchè agisco efficacemente. Anche da bambino, le grida, la sua cocciutaggine, il  modo in cui il piccolo tenta di combattere gli adulti, sono manifestazioni del suo tentativo di essere efficace, di muovere, di cambiare, di esprimere la sua volontà. Un adulto può rassicurarsi della propria esistenza in modo produttivo: raccogliendo un sorriso dalla persona amata, la risposta sessuale dall’amante, l’interesse di un partner nella conversazione, o può soddisfare tale esigenza esercitando potere sugli altri, sperimentando la loro paura. Quindi la differenza sta tra il sentire la potenza dell’agire con amore/costruzione (con persone/con cose) o del provocare paura e sofferenza/distruzione.

V Eccitazione e stimolazione
Il sistema nervoso ha bisogno di stimolazione. L’uomo ricerca attivamente la stimolazione .
Si possono distinguere stimoli semplici, che stimolano reazioni semplici e immediate, quasi riflesse, quindi pulsioni radicate nell’organizzazione neurofisiologica di un individuo (sesso, cibo, droghe), e stimoli attivanti, che  producono una tensione, stimolano la persona ad essere attiva (es una poesia, un romanzo, uno strumento musicale, qualcosa da costruire, la persona amata ecc), e la invitano a reagire attivamente mettendola in rapporto con loro, tendendola verso uno scopo. Gli stimoli semplici oltre un tot di stimolazione perdono il loro effetto stimolante, e vanno o cambiati di contenuto, o aumentati di intensità. Gli stimoli attivanti invece poichè non restano mai gli stessi in base alla risposta produttiva che suscitano, sono sempre nuovi e cambiano di contenuto, la persona stimolata li porta in vita e li cambia scoprendo in loro aspetti sempre nuovi (tra stimolo e stimolato c’è un rapporto reciproco). Ma per rapportarsi con stimoli attivanti, l’individuo deve essere ricettivo, cioè capace di reagire umanamente (se è impaurito, inibito, pigro , passivo ecc non è capace di reagirvi).  Ed è più facile eccitatrsi per rabbia, crudeltà piuttosto che per amore e interesse produttivo, in quanto i primi non richiedono sforzo, pazienza e disciplina, o l’esigenza di superare il proprio narcisismo. Tanti matrimoni funzionano perchè ci sono le liti all’interno. Il comportamento masochistico, piacere di sottomettersi e soffrire, ha le sue radici nell’esigenza di eccitazione; il masochista infatti, non essendo capace di reagire prontamente agli stimoli, reagisce solo se lo stimolo lo sopraffà, quando può abbandonarsi ad una eccitazione che gli è imposta.


VI Noia e depressione croniche
Fuggire dalla noia è uno dei principali obiettivi umani. Rispetto alla noia si possono distinguere tre tipi di persone: 1. la persona che è capace di rispondere produttivamente a stimoli attivanti e non si annoia
2. la persona che  ha costantemente bisogno di stimoli semplici, afflitta da noia cronica, ma siccome ha una compensazione per la sua noia non ne è consapevole
3.la persona che fallisce nell’ottenere stimolazione anche con stimoli semplici, ed è in sintesi depressa cronica.
La noia superata con stimoli attivanti è veramente cancellata, quella superata con stimoli semplici, della persona passiva, in realtà è solo non conscia, ma permane ad un livello inconscio. La violenza è una modalità per allontanare la noia e provocare un eccitazione, essere interessati a storie di crimini, o il gusto di punzecchiare qualcuno, è l’indice di una noia che si cerca di eliminare, spesso si tratta di persone depresse che non si accorgono di esserlo.

VII Struttura del carattere
Poichè non ha gli istinti, l'essere umano ha dovuto costruirsi un modo alternativo per essere guidato nel mondo senza troppo stare a pensare, questo sostituto degli istinti è il carattere. Ovviamente questo si forma sulla base dello sviluppo personale dell'individuo e serve ad indirizzare l'energia derivante dal proprio temperamento costituzionale nel perseguire determinate azioni anzichè altre, e nel perseguire determinati obiettivi. Il carattere è dunque il sostituto degli istinti nell'uomo. 
Viste le diverse situazioni ambientali in cui i gruppi umani si sono sviluppati, inoltre, secondo Fromm si sono formati anche dei caratteri sociali comuni ai diversi popoli, creati attraverso la cultura, mediata dai genitori, e che permettono ad una società di usare l’energia umana secondo la direzione specifica necessaria per il funzionamento di quella particolare società (trasformazione dell’energia psichica generale in energia psicosociale).

Bibliografia


Fromm, E. (1975), Anatomia dell'aggressività umana, Mondadori, Milano


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