JACOPO GIUNTINI - PSICOLOGO
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Personalità Paranoide

4/6/2020

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Personalità
Foto
foto by Evelyn Chong (https://www.pexels.com/it-it/@evelyn-chong-253251​)

Attenzione, lo stile di personalità riportato di seguito non è né sano né patologico di per sé, così come nessun altro stile. Può posizionarsi lungo un continuum :

​sano->nevrotico->borderline->psicotico. 

La personalità è considerata più patologica man mano che essa si avvicina al polo psicotico. Quello che principalmente viene compromesso man mano che il funzionamento peggiora è l’esame di realtà.  Tutti noi dovremmo ritrovare aspetti di noi, anche in più di uno stile di personalità. In generale si può dire che una personalità è tanto più patologica, quanto più tende a calzare perfettamente con uno solo di questi stili di personalità (unicità), e a non variarlo di fronte a situazioni diverse (rigidità). Una persona più sana si troverà ad adottare più stili di personalità (e dunque di difese) e a variarli in base alle circostanze.

​L'individuo con personalità paranoide convive con un senso di minaccia proveniente dall'esterno, e sente il bisogno di difendersene. La minaccia esterna è spesso un'entità vaga e potente, autoritaria, e la necessità di questo individuo è incrementare il suo potere per contrastarla.

La psicologia di queste persone è caratterizzata dalla paura e dal disprezzo per certe parti di sé (sentimenti, pensieri, sensi di colpa, vergogna ecc.), che non accettano e con cui non vogliono entrare in contatto. Negando questi stati interni, questi soggetti riescono a non percepirli, ma avvertono uno stato di minaccia quando si risvegliano in loro. La minaccia a quel punto viene vissuta come derivante dal mondo esterno. 


Sembra in particolare che le emozioni dominanti della condizione paranoide siano una combinazione di paura e vergogna. Tuttavia a differenza del narcisista nel quale la vergogna è ben cosciente, il paranoide  non è minimamente consapevole di provare un simile sentimento, e spenderà le proprie energie per sventare i tentativi di coloro che a suo avviso, hanno intenzione di umiliarlo e svergognarlo.
Altri aspetti psicologici che vengono disconosciuti e attribuiti agli altri, possono includere ostilità (vissuta come se si fosse perseguitati da persone ostili), dipendenza (vissuta come la sensazione di essere deliberatamente ridotti in condizioni di dipendenza umiliante), attrazione (convinzione di essere oggetto di mire sessuali, oppure che ne siano oggetto persone a cui l’individuo si sente legato), invidia, vergogna, disprezzo,  e senso di colpa ecc.  

La rappresentazione di sè di questi individui oscilla da un’immagine impotente e umiliata ad una onnipotente, vendicativa e trionfante. Quando la persona si trova nella prima polarità ha il terrore della sopraffazione del disprezzo, quando si trova nella polarità forte si sente troppo potente e questo la fa sentire profondamente in colpa. È la megalomania, inconscia o manifesta, che opprime la persona paranoide con un senso di colpa insopportabile: se sono onnipotente, allora tutte le cose terribili sono colpa mia. Dentro questi individui c’è un profondo isolamento emotivo, e il bisogno di un riconoscimento da parte di un compagno. Il modo principale che utilizzano per aumentare la propria autostima i paranoidi è l’esercizio efficace di potere contro le autorità e altre persone importanti. Esperienze di vendetta e trionfo danno loro un senso confortante (anche se passeggero)  di sicurezza e rettitudine morale. La temuta litigiosità del paranoide deriva da questo bisogno di sfidare e sconfiggere il genitore persecutore.
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I bambini che diventano adulti paranoidi infatti sembrano avere sofferto gravi offese al loro senso di efficacia, facendo ripetute esperienze di sopraffazione e umiliazione. Spesso nella storia di questi individui, si ritrovano critiche, punizioni pretestuose, adulti difficili da accontentare e pesanti mortificazioni. Le persone paranoidi più gravi (borderline o psicotici) hanno vissuto relazioni familiari dominate dallo scherno, dove il figlio  era il capro espiatorio, il bersaglio della proiezione familiare di tutte le qualità odiate, in particolare la debolezza. Le famiglie combinavano calore e stabilità a provocazione e sarcasmo. Un costo di questo tipo di educazione è la tendenza di questi individui a reagire rabbiosamente, invece di sopportare l’ansia di un’attesa passiva degli inevitabili maltrattamenti “ti colpirò prima che tu mi colpisca”. Un altro fattore contribuente alla genesi del paranoide può essere una figura di attaccamento con un’ansia non gestibile, che non è capace di ricevere anche le normali ansie del bambino, cosicché quest’ultimo riceve il messaggio che i propri sentimenti sono distruttivi, pericolosi, da qui la nascita della sensazione di poter essere pericoloso del paranoico e il suo senso di colpa cronico, che viene tuttavia proiettato.
Nonostante la loro inclinazione all’agire e ai problemi di potere possano ricordare la psicopatia, i paranoidi, diversamente dagli psicopatici, sono capaci di profondo amore e profonda lealtà, se riescono a provare fiducia per una persona, nonostante i sospetti continui.



Bibliografia
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Lingiardi, V., McWilliams, N, (2018),Manuale Diagnostico Psicodinamico seconda edizione (PDM 2), Raffaeelo Cortina Editore, Milano

McWilliams, N. (2012), La diagnosi psicoanalitica, Astrolabio, Roma
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